Caro mio amico lettore, ben ritrovato nella mia ennesima elucubrazione sulla mia avventura.
Come ti stanno andando le cose? Aggiornami che mi fa piacere sentirti.
Oggi ti volevo parlare di un argomento,l`amore, molto farfallino, molto birichino, di alcuna utilità socio-culturale. Stando qui a Londra, la mia prospettiva sulle cose è completamente cambiata e dunque anche un semplice evento come può essere una chiacchierata con un’amica rimasta in Italia, mi ha aperto in testa un buco nero di pensieri che voglio condividere con te.

Facciamo un passo indietro, e parliamo di quando tu ti alzi al mattino e, appena aperti gli occhi, subito ti connetti a Facebook per vedere le ultime novità.
Non dire bugie, non dire che non lo fai, perché so che stai mentendo spudoratamente! Dunque, qual è la prima cosa che ti trovi davanti quando apri il malefico social network di Satana?

Amore, e io all’improvviso so che il mondo esiste.

Tutta una miriade di post di donne disperate alle prese con i l`amore più o meno possibile, donne fidanzate ma infelici che mandano le cosiddette “zeppate” ai loro fidanzati deludenti, insomma, quando apro Facebook, mi rendo conto che le donne italiane, fondamentalmente, incentrino la loro vita sull’amore, inteso come mero rapporto di coppia, più o meno reale che sia, questo è da vedere, ma personalmente io credo molto nelle illusioni, sono l’acqua nel drink troppo forte della vita.

A conferma di questa mia teoria da quattro soldi l’altro giorno, come ti dicevo, ho chiacchierato con una mia amica italiana e amorele ho chiesto come stesse: senza rispondermi nemmeno “bene/male/te lo dico quando mi riprendo dalla sbronza”, subito ha cominciato a sfilarmi le sue riflessioni sull’ultimo maschio di turno e sui suoi sentimenti per lui.

Questa cosa mi ha fatto molto riflettere, ti dirò.

Perché, ti chiederai, ed ora te lo dico.

Quando parli con le ragazze inglesi e chiedi loro “che si dice”, ti parleranno del loro ultimo viaggio, dell’ultimo bel locale dove sono andate a trascorrere la serata, ti parleranno del loro lavoro, di quanto sia interessante, dei loro progressi nella nuova lingua che stanno imparando…e solo alla fine magari ti accorgi da un anello, o da una chiacchiera buttata lì, che sono fidanzate o sposate, o ti accorgi da un lampo triste nei loro occhi, che stanno soffrendo, per amore, per qualche scemo che non capisce il loro valore.

Durante il mio training qualche volta parlavo con un’amica di quei fatti frivoli di maschi, e lei mi ripeteva continuamente: “Manuè, ma ti rendi conto di quello che stiamo facendo? Secondo te è il caso di stressarci ulteriormente con questi argomenti?”.

Quel “no stress/ don’t put the stress on yourself” mi ha aperto un mondo.

Non voglio generalizzare, ma credo che “l’amore”, -quest’entità impalpabile che fondamentalmente è come un assorbente interno, ovvero non ho mai capito dove s’infizza e come funziona-, inteso come rapporto a due, sia un ottimo completamento e coronamento nella vita, ma da lì a farne centro, perno, ossessione, ce ne passa che ce ne passa…ed io trovo quest’atteggiamento molto sano, ti dirò.

Ovviamente ero anche io come voi.

Sapeste quante giornate ho passato per “amore”, a pensare alla stessa persona che a stento si ricordava il mio nome, ad ossessionarmi su cosa non andasse in me, a tormentarmi eccetera, ma se adesso qualcuno mi chiedesse come sto, non mi sognerei mai di cominciare il mio discorso con “l’amore”.

Insomma, se ci rifletti, c’è il mondo fuori, ed io che faccio l’assistente di volo te lo posso dire perché lo tocco con mano ogni giorno, e c’è così tanto amore “gratuito”, non legato necessariamente al rapporto di coppia, che molto spesso è solo gabbia e catena, che non hai nemmeno capelli in testa per capirlo.

Ti faccio un esempio: come sai sono una “new entry” nel mirabolante mondo dell’aviazione, e sto ancora cercando di capire dove mi trovo, che sto facendo e dove sta mamma.

Era la prima volta che dovevo gestire il duty free.

Un signore mi aveva chiesto una bottiglietta d’acqua per la madre, perché aveva una malattia che non ho capito e quindi doveva bere molto. Ovviamente gli ho detto che gli avrei portato la bottiglia d’acqua più grande che potessi trovare e lui mi è stato grato, in più ogni tanto passavo per controllare se tutto fosse a posto.

Il suddetto signore, poco dopo, mi ha comprato 423 sterline di profumi in volo, ma non è questo il punto. Ho fatto un errore, purtroppo capita, e gli ho fatto pagare il prezzo giusto per la bottiglia che mi aveva chiesto, ma gliene avevo data un’altra dello stesso brand che costava il doppio.

Poteva tacere e portarsela a casa, e invece mi ha chiamata e mi ha detto dell’errore, evitandomi guai su guai che tu non ne puoi avere un’idea.

Questo credo sia accaduto perché ho voluto bene a sua mamma, non avendo la mia vicina, la cerco un po’ ovunque, in chi posso, ho mostrato interesse sincero per loro, per la sua vita, mi ha raccontato della sua perdita di peso, dell’operazione che ha subito, e forse lui mi ha voluto fare un regalo.

Quando hanno lasciato l’aereo sua mamma mi ha sorriso così teneramente che ho dovuto abbracciarla per forza… è amorel’amore gratuito di cui ti parlavo. Senza ragione, senza motivo, è e basta, ed io sono fatta così.

Darei qualsiasi cosa per aver sprecato meno tempo chiusa nel mio anfratto buio a tormentarmi per colpe non mie, per dolori che non meritavo, e averne passato di più ad aprire le braccia al mondo.

Amica mia, c’è il mondo fuori e non sempre meriti quello che ti capita, e non sempre è colpa tua.

Cerca di ricordarlo, ed apri le braccia anche tu.

Buon viaggio.

Manuela.

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