Ti sei appena laureato in Farmacia? Stai per terminare il percorso universitario in Italia e vuoi andare a vivere a Londra?

Invia il tuo curriculum a Boots anche se vivi ancora in Italia.

In questo articolo ti spiegherò come fare il farmacista a Londra e come candidarti per la più grande catena di farmacie presente nella capitale e su tutto il territorio britannico.

Riconoscimento del titolo: Come fare il farmacista a Londra?

Per esercitare la professione di farmacista a Londra é necessario il riconoscimento del titolo dal General Pharmaceutical Council (GPhc).

È importante, al fine dell’ottenimento della conversione del titolo:

  1. Essere cittadino Europeo
  2. Essere in regola con l’ente professionale italiano
  3. Essere in diritto di esercitare la professione all’estero

Tra le varie competenze richieste é essenziale una buona conoscenza della lingua inglese.

Quanto guadagna un farmacista a Londra?

I farmacisti dipendenti guadagnano molto di più in Inghilterra che in Italia.

Mediamente un farmacista a Londra guadagna 3.000£ al mese per un totale di 38000£ annue.

Mica male, vero?

Calcola inoltre l’incredibile e formativa esperienza che farai oltre i confini italiani.

Questa esperienza lavorativa a Londra ti servirà quando deciderai di tornare in Italia e vorrai candidarti per qualche ruolo manageriale.

Quindi davvero avresti tutto da guadagnarci. Io non ci penserei 2 volte se mi chiamassero per un colloquio conoscitivo.

Come lavorare da Boots?

Boots é la catena di farmacie più famosa del Regno Unito. Fu fondata a Nottingham verso la metà dell’800 ed il suo successo fu dovuto alla qualità dei prodotti venduti a basso costo (erano a base di erbe).

Infatti Boots fu preso come punto di riferimento per la classe operaia che all’epoca non poteva permettersi di pagare medicinali e quindi ripiegava sui prodotti di erboristeria.

Oggi Boots ha migliaia di sedi in tutto il Regno Unito e anche all’estero. In ogni via famosa di Londra c’é almeno un punto vendita e la distribuzione dei loro prodotti avviene in modo capillare.

Boots é una realtà professionale molto dinamica ed é sempre alla ricerca di nuovi professionisti (anche neo-laureati) da inserire nel suo organico.

Per candidarti ti basterà andare sul sito di Boots e scegliere per quale ruolo vuoi candidarti.

Sul sito troverai una richiesta molto amplia di organico.

Si parte dal farmacista per finire all’operatore IT.

C’é quindi l’imbarazzo della scelta.

Ricorda inoltre che Boots offre la possibilità ai neo-laureati di fare stage retribuiti presso i loro uffici centrali che si occupano di finanza, marketing, amministrazione e tanto altro.

Una volta che ti sei candidato, non disperare se non ricevi una risposta nelle prime settimane.

A causa del gran numero di candidati, mediamente impiegheranno 1 mese per inviarti una email informandoti se il tuo profilo professionale o accademico é di loro interesse.

Come fare il farmacista a Londra

 

Cosa succede se vieni contattato da Boots? L’esperienza di un ragazzo che ha ottenuto per 2 volte la convocazione ad uno colloquio.

Di seguito troverai la testimonianza di un ragazzo che per ben 2 volte é stato chiamato per un colloquio conoscitivo con conseguente turno di prova.

Troverai le domande che gli hanno fatto durante il colloquio e le risposte che ha dato.

Spero per te che possa tornarti molto utile.

 

“Ho recentemente applicato per 5 posizioni lavorative da Boots a Londra e sono stato convocato per un colloquio conoscitivo da tutte e 5 le sedi.

Ho preferito però andare al colloquio solo per 2 posizioni perché erano per me più interessanti e vicino casa.

Voglio condividere con voi quello che ho fatto sperando possa tornarvi utile in qualche modo.

Prima di tutto ho inoltrato la domanda on-line.

Ho semplicemente copiato ed incollato dal mio curriculum vitae in inglese, la parte in cui parlo di me ed ho aggiunto qualche riga sul lavoro svolto in precedenza specificando inoltre il perché desiderassi lavorare per Boots.

Dopo pochi minuti ho ricevuto una email in cui mi veniva chiesto di fare un test online.

La seconda prova é stata il test on-line.

Puoi dare solo una risposta, ma una volta capito il meccanismo, il test risulta piuttosto semplice.

È necessario mettersi nei panni del cliente e pensare sempre come vorresti che un farmacista si comportasse con te.

Quello che posso dirti é che senza ombra di dubbio loro apprezzano questi aspetti:

  1. Buon giocatore di squadra
  2. Una persona premurosa
  3. Un servizio che metta sempre al primo posto il cliente
  4. Non essere troppo ansiosi di trovare nuovi modi di fare le cose
  5. Coerenza

Questo ultimo punto é molto importante in quanto ti saranno fatte più volte le stesse domande in diversi modi. Questo serve proprio per capire quanto coerenti siano le tue affermazioni.

Una volta concluso il test é apparso un messaggio che mi avvisava che avrei ricevuto una risposa entro 5 giorni.

Una volta ricevuta l’email con l’invito al colloquio conoscitivo, sono stato invitato a registrarmi sul sito e prenotare una data disponibile.

Cosa chiedono al colloquio da Boots a Londra? Il primo appuntamento.

Il primo colloquio era per un nuovo negozio non ancora aperto, così l’incontro si è svolto in un altro negozio.

Sono andato in anticipo, giusto per guardarmi un po’ intorno. Ho consegnato alla ricezione la mia carta di identità e dopo esser stata fotocopiata sono stato invitato dal mio esaminatore ad accomodarmi in una stanza per i test.

Dopo le solite domande di routine, giusto per sciogliere il ghiaccio, mi ha fatto alcune domande:

  1. Cosa ti piace in particolare di Boots che ti ha spinto ad inoltrare la tua candidatura?
    I dipendenti di Boots sanno bene di cosa parlano, sono molto competenti nel loro lavoro a differenza di tanti altri che fanno parte di altre aziende dello stesso settore. Non mi piace stare in un posto in cui non riesco ad aiutare i bisogni dei clienti. So che Boots offre ottimi training ed ha cura del personale. Inoltre amo interagire con le persone e sarei molto orgoglioso di entrare a far parte di un’azienda che ha un’ottima reputazione.
  2. Hai rilevanti esperienze nel customer service?
    Ho esperienza di vendita al dettaglio, quindi ho spiegato di cosa mi occupavo.
  3. Mi racconti un momento in cui hai offerto un ottimo servizio clienti pur trovandoti in condizioni di forte stress?
  4. Mi racconti quando hai fatto un errore su lavoro ma ne hai fatto frutto non commettendolo più?
  5. Hai mai aiutato qualcuno che non conoscevi? Se si, come?
    (Tutte queste domande sono molto simili tra loro. Il mio esaminatore non ha alzato la testa dal foglio e me le ha comunque fatte appuntando accuratamente ogni mia singola risposta).

Dopo tutte queste domande mi ha invitato a seguirlo nel negozio per una prova pratica.

Appena arrivati, ha fatto ha continuato con le domande:

  1. Come ci si comporta con un cliente arrabbiato?
    Mantengo la calma, chiedo scusa, cerco di capire il suo punto di vista e gli chiedo come posso fare per risolvere il suo problema.
  2. Come vorresti che un cliente si sentisse vedendoti avvicinare?
    Vorrei che si sentisse il benvenuto e che capisse che sono li per aiutarlo.
  3. Come faresti per far sentire un cliente il benvenuto?
    Cercherei di imitare la suo umore. In base alle mi esperienze pregresse, sembra che funzioni abbastanza bene. Se é una persona energica cerco di essere energico tanto quanto lui in modo tale da creare una connessione. Se una persone é più pacata, mi conformo al suo temperamento. Sorrido sempre e rassicuro avendo sempre un approccio professionale con il cliente.

Una prova che sembra semplice ma non lo é affatto.

Ad un certo punto l’esaminatore mi ha chiesto di individuare nel negozio chi erano i clienti che potevano sembrare più indipendenti e chi invece aveva bisogno di assistenza. Il difficile consisteva nel capirlo così come varcavano la soglia d’ingresso del negozio.

Una volta individuati i clienti, dovevo anche motivare la mie risposte.

Tutte le persone che camminavano nel negozio piuttosto speditamente o chi era al telefono e si dirigeva senza guardarsi attorno verso un reparto, mi sembravano piuttosto indipendenti e sicuri di se.
Contrariamente chi si fermava a leggere i nomi dei reparti e mi sembrava disorientato ho ritenuto avessero bisogno di assistenza.

Un altra domanda importante é stata:

Qual’é il prodotto che più ti piace di Boots e perché?

Ho dato la mia risposta (vi consiglio di studiare qualche prodotto consultando il sito internet) ma con mia sorpresa in quel momento mancava in stock.

Non ho potuto quindi fare una simulazione di vendita ma non mi sono perso d’animo.

Ho parlato dell’imballaggio, degli ingredienti chiave, mi sono ricordato che era vegano, che mi sembrava che lo vendessero ad un prezzo ragionevole vista la qualità del prodotto ecc. ecc.

Dopo tutte queste domande, mi ha fatto interagire con i clienti lasciandomi libero di girare per il negozio. I suoi occhi mi seguivano e tutto quello che dicevo o facevo veniva appuntato rigorosamente sulla sua agenda.

Siccome non c’erano molti clienti e la maggior parte mi sembrava non avesse particolare bisogno di aiuto, mi sono limitato chiedendo semplicemente a qualcuno se avesse bisogno di assistenza.

La maggior parte delle persone non aveva bisogno di me. Solo una donna mi ha chiesto dove fosse un particolare prodotto, così ho chiesto ad un membro del personale e l’ho aiutata.

Ad un certo punto l’esaminatore mi ha chiesto di elencargli tutte le cose che credevo potessero essere migliorate nel negozio. Mi ha fatto fare un giro per tutti i reparti e le corsie e poi mi ha chiesto come avrei riordinato uno scaffale dei medicinali se avessi avuto un po’ più di tempo a disposizione.

Dopo circa un’ora, tra domande e prove sul campo mi ha detto che mi avrebbero contattato entro 24-48 ore.

Dopo 2 giorni ho ricevuto una telefonata in cui mi dicevano che volevano assumermi.

Il secondo colloquio di lavoro: Cosa ti chiedono da Boots?

Avevo applicato per 5 posizioni diverse da Boots e sono stato contattato per un colloquio conoscitivo da tutti e 5 i punti vendita.

Ho deciso di prendere appuntamento solo in 2 sedi ed il primo colloquio era andato a gonfie vele.

Sapendo che volevano assumermi grazie al il primo colloquio sostenuto (leggi sopra), sono andato più rilassato e pronto per sostenere la seconda intervista.

Male che mi andava, comunque avevo un posto di lavoro assicurato.

Come fare il farmacista a Londra? Un gioco da ragazzi!

Questa volta é stato un colloquio più informale ed un po’ più divertente. Anche questa volta c’erano pochi clienti nel negozio.

Sono stato accolto da un’esaminatrice molto gentile.

Abbiamo parlato di quanto fosse calda la stanza e di come il tempo a Londra sia davvero imprevedibile.

Mi ha chiesto i documenti per fotocopiarli e poi ha preso nota delle mie generalità.

Siamo andati subito nel negozio per una prova sul campo e non ci sono state domande particolarmente diverse da quelle che mi avevano già fatto.

Come nel primo colloquio anche qui mi hanno chiesto di parlare del prodotto che preferisco di più venduto da Boots.

Anche in questo caso non avevano il prodotto da me scelto in stock.

Credo che questo colloquio sia stato più facile in quanto il primo esaminatore mi sembrava avesse più competenze rispetto alla ragazza con la quale ho parlato adesso.

È altrettanto vero che questo colloquio e stato molto più piacevole anche perché la ragazza era molto più espansiva e solare ed ha reso il tutto più naturale e discorsivo.

Ad un certo punto siamo andati davanti lo scaffale degli shampoo e mi ha chiesto:

  1. Come approcceresti un teenager che sta scegliendo diversi tipi di shampoo?
  2. Come vorresti che si sentisse?
  3. Come fai a consigliargli il miglior prodotto?

Anche questa volta mi é stato chiesto di individuare i clienti che avevano bisogno di assistenza.

Siccome c’erano pochi clienti, il gioco é stato facile.

Poi mi ha chiesto:

  • Secondo te, quale tipologia di cliente vorrebbe essere lasciato in pace?
    Ho risposto che secondo me le persone che comprano cibo e le donne che cercando prodotti femminili non gradirebbero particolarmente l’assistenza di qualcuno, specialmente se uomo.

Infine siamo passati in una corsia organizzata piuttosto male e mi ha chiesto cosa ne pensassi.

Ovviamente ho risposto che avrei organizzato diversamente la disposizione dei prodotti in quanto mi sembrava abbastanza caotico il tutto. Avrei spostato in avanti tutti i prodotti posizionando le etichette verso l’esterno ed avrei messo i prodotti più popolari a media altezza per farli notare più facilmente dai clienti.
Ho inoltre notato che alcuni scaffali erano semi vuoti e che non davano certo una bella impressione. Quindi ho detto che avrei riempito nuovamente gli scaffali con la merce che era in stock.

Alla fine abbiamo parlato in maniera rilassata del più e del meno e di cosa avessi fatto un anno all’estero.

Ha detto inoltre che mi avrebbe sicuramente chiamato durante la settimana.

5 ore dopo ho ricevuto una telefonata dove mi é stato comunicato di aver ottenuto il lavoro (ancora una volta).

Spero di vero cuore che quello che ho scritto possa tornare utile a chi voglia fare il farmacista a Londra o desideri candidarsi per lavorare da Boots.

Ho trovato sempre un sacco di informazioni sul Blog di Living London Way e questo é il mio modo per ringraziarvi di vero cuore.”

 

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