Living London Way è specializzata nel trovare lavoro agli italiani che vogliono andare a Londra, ma parallelamente offre anche una vasta serie di servizi integrativi (come ad esempio la ricerca di un alloggio, vicino al posto di lavoro). L’offerta è formalizzata attraverso 3 pacchetti tutti finalizzati allo stesso obiettivo, cioè trovare un impiego nella capitale inglese, ma ovviamente più si sale e più ci si avvicina al gold, maggiori saranno i bonus e i benefici che si otterranno. Per capire e conoscere più nel dettaglio quello che si otterrà grazie a Living London Way è nata questa rubrica delle interviste per raccontare dove erano, dove sono e dove vorrebbero essere, i ragazzi che hanno deciso di crederci ed affidarsi a noi.

Se non hai letto l’ultima, quella di Sherif Soldatov e vuoi scoprire che genere di lavoro ha trovato e come si trova a Londra, puoi trovarla qui.

Oggi invece ti parlerò di Mia.

Mia è una giovanissima ragazza transgender che ha deciso di ricominciare la sua vita a Londra. Dopo aver avuto un trascorso burrascoso ha preso questa scelta. Come tutte le ripartenze non è stato affatto facile, ma lei è una ragazza tosta. Se sei curioso di sapere la sua storia prenditi qualche minuto per leggere l’intervista che le ho fatto.

Ciao Mia, raccontaci qualcosa di te. Chi sei? Qual è il tuo background culturale?

Ciao, piacere, mi chiamo Mia. Parto proprio dalle origini, dai miei studi. Ho studiato in istituto alberghiero di Piacenza e successivamente ho subito iniziato a lavorare. Ho fatto un po’ di tutto: ho lavorato nella reception di un centro sportivo locale e successivamente ho fatto “accoglienza” alla fiera Expo, sempre di Piacenza, accogliendo i clienti e spiegando i vari eventi che dovevano susseguirsi all’interno della manifestazione. Poi ho fatto uno stage professionalizzante linguistico a Pescara che mi ha poi dato la possibilità di lavorare nella reception dell’hotel e stare nuovamente a contatto con il pubblico. Il comune denominatore di tutte le mie esperienze e del mio background è quindi il contatto con le persone, la relazione con il cliente, su cui sono stata sempre particolarmente brava.

Certo, è chiaro, e come mai hai poi deciso di andare a Londra e ricominciare? Mi spiego meglio: qui hai sempre lavorato, da quello che dici hai anche viaggiato e cambiato città più volte, perché quindi cambiare anche nazione? Non ti ha mai fatto paura il fatto di dover lavorare parlando anche un’altra lingua? Insomma, se il tuo punto di forza è la relazione…

Perché Londra? Mmm… A dirti la verità non lo so bene, ci devo riflettere. Forse perché era quella più vicina a casa! Eheh…

No, scherzo. In realtà il mio intento era proprio quello di andare lontano da casa perché volevo lasciarmi un po’ alle spalle quello che è stato un susseguirsi di avvenimenti che di certo non hanno contribuito alla mia crescita in una maniera lineare. Quindi ecco, ho scelto Londra anche perché con l’inglese non ho mai avuto problemi di alcun tipo, mi piace l’Inghilterra e mi è sempre piaciuta Londra. Questo posso dirlo non perché ho visto qualche serie tv ambientata in terra inglese, ma perché già prima di trasferirmi l’ho visitata più volte e sapevo come fosse. Mi sono detta: perché non provarci? Ed insomma, eccomi qua! Da due mesi a Londra! E con l’inglese nessun problema! Voglio dire: qui o parli inglese o parli inglese! Come ti dicevo ho avuto la fortuna di studiare, ma anche di avere una particolare inclinazione con la lingua, ma è poi vivendo a Londra che ho imparato a parlare molto bene inglese. Il miglior insegnante è la pratica!

Non hai avuta paura di non essere accettata per la tua sessualità all’estero oppure pensavi di trovare un ambiente più open mind? Effettivamente e stato così?

Si, ho sempre paura di una discriminazione per quanto riguarda la mia identità di genere, ma ero certa che avrei incontrato molte meno difficoltà di quelle attraversate in Italia, e così è stato.

Non sono mai, e ripeto MAI, stata discriminata per il mio genere o per le mie preferenze sessuali, non ho mai dato modo alle persone di schernirmi in quanto mi sono sempre comportata nel modo più corretto possibile con tutti. Attenzione, sono una persona estremamente fragile, ma tento sempre di nasconderlo, è una forma di autoprotezione. Ciò non vuol dire però che io mi senta arrivata per quanto riguarda il mio percorso, anzi ho appena incominciato. Ovviamente quando dico che non sono mai stata schernita o insultata per come sono, mi riferisco a Londra, non all’Italia! In Italia è un inferno, continuamente giudicata e guardata male!

Senti Mia, ne approfitto per parlare di un altro aspetto: che locali consigli a persone gay, o transgender? E’ meglio anche in questo caso Londra rispetto alle città italiane?

Assolutamente, qui a Londra è pieno di locali e ce ne sono di ogni genere. Io sono stata sia in locali gay friendly che no e senza nessun problema e senza nessuno che mi desse fastidio. Ad esempio se vuoi fare una serata tranquilla, dove vuoi bere qualcosa, ballare un po’, ma proprio tranquillamente, c’è il G-A-Y club proprio a Soho, che è anche la zona “gay” di Londra. Oppure c’è l’heaven o comunque davvero tantissime piccole discoteche bellissime per tutti i generi e i gusti musicali.

Perfetto Mia! E invece che consigli daresti a ragazzi gay? Gli suggeriresti di puntare su Londra come città per stare più sereni? E soprattutto, gli consiglieresti Living London Way?

Guarda in realtà non è una questione di consigli da dare ai ragazzi gay. Quello che sto per dire forse sembrerà un luogo comune, ma consiglierei a tutti i ragazzi di venire a Londra per stare più tranquilli, sia da un punto di vista lavorativo che della vita mondana di tutti i giorni! Poi appunto, se qualcuno ha difficoltà o vuole andare sul sicuro per trasferirsi, l’ideale è rivolgersi ai ragazzi di Living London Way! Li consiglierei assolutamente a chiunque ha in mente di venire qui!

Come hai conosciuto Living London Way? Con chi hai parlato prima, con Antonio o con Giuliana?

Io in particolare ho avuto la fortuna di conoscere e di affiancarmi sempre a Giuliana, una ragazza disponibilissima e che è stata sempre attiva e pronta a supportarmi in questo percorso 24 ore su 24! Davvero professionale ed efficiente, nel senso che insieme ad Antonio sono riusciti davvero a trovarmi un lavoro nel giro di pochissimi giorni! Il bello è che sono proprio due persone gentili, alla mano e a cui si possono davvero rompere le scatole. Ne approfitto anche per scusarmi se in qualche momento sono stata un po’ pesante.

Ora come ti trovi a Londra? Che lavoro fai?

Lavoro sempre a contatto con il pubblico, ma questa volta in un ambiente differente, che è anche lo stesso per cui ho studiato. Lavoro in una “Bakery” a Soho. Per chi non lo sapesse la Bakery è una pasticceria! Quella dove lavoro non è un bakery qualunque, ma fa parte di un marchio molto noto di Londra, un franchising dove si esige molto dai propri dipendenti vista la qualità dei suoi prodotti. Il lavoro è davvero stancante, ma mi trovo bene! Faccio quello che mi piace e lo faccio a Londra, per cui colgo nuovamente l’occasione per ringraziare Living London Way e lo suggerisco come servizio trova lavoro per tutti gli italiani che stanno cercando! Se non siete abbastanza esperti e smaliziati e meglio affidarsi a consulenti specializzati come Antonio e Giuliana!

Mia, come ti vedi e dove ti vedi tra 10 anni?

Ti dico la sincera verità: non lo so. Mi sono successe talmente tante cose e tante ancora ne devono succedere che non so dirti dove mi immagino. Una cosa però è certa: voglio avere successo e guadagnare bene! Questo è l’unico denominatore comune che caratterizzerà tutti gli eventi del mio futuro!

 

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