Gli ospedali, il pronto soccorso ed i medici a Londra.

Mi chiamo Pietro, sono originario della provincia di Caserta e mi sono trasferito in Inghilterra, precisamente a Oxford, a marzo. Sono un grandissimo ipocondriaco, tuttavia soggetto spesso a problemi fisici reali che per fortuna fino alla mia partenza si erano rivelati non gravi. Conscio della mia propensione a dover avere “le spalle coperte” in termini di salute mi sono informato dai miei amici già sul posto circa la sanità in Inghilterra e i riscontri sono stati catastrofici.

sanità a Londra

I miei conterranei hanno fornito tutti lo stesso responso: l’obiettivo manifesto del sistema nazionale sanitario inglese è risparmiare denaro e non quello di curare i pazienti, questo significa che se hai un problema fisico nel 90% verrai rispedito a casa o con una diagnosi fatta ad intuito o senza una diagnosi ma con un “passerà”, il che è più un augurio che una previsione. Dai racconti emergeva che solo in casi in cui c’è un grosso sospetto di una patologia molto seria la macchina si mobilita con molta velocità, ma anche in quel caso i medici sembrano scarsamente preparati: un esempio è quello di una mia amica, andata a farsi visitare per un nodulo sospetto al seno, alla quale hanno fatto un prelievo bioptico sul momento e dato il risultato immediatamente senza neanche farla attendere un minuto, tuttavia dall’ecografia non vedevano dei noduli che lei sa benissimo di avere fin da quando era in Italia.

Mi sono state raccontate altre esperienze terribili da amici stretti (un caso di pleurite che i medici non volevano curare in nessun modo con antibiotici, i quali sono arrivati alla poveretta solo dall’Italia grazie a una connazionale che ha fatto da pusher, un altro caso di polmonite con sangue nell’espettorato bollato dai medici come un semplice sforzo per la tosse), ma per non ridurre il tutto a leggende metropolitane ho dovuto fare la prova da me.

La mia esperienza personale in Inghilterra è stata più o meno simile a quello che mi avevano prospettato: mi reco al pronto soccorso per un episodio di orticaria, aspetto 4 ore durante la notte per essere visitato (ci può stare) e ottengo una visita abbastanza scrupolosa dal medico di guardia che mi dà pure una scatola di antistaminico aggratis, dicendomi di chiedere espressamente al gp una visita allergologica.


Il mio GP alla visita decide di non mandarmi dall’allergologo ma di prescrivermi lei stessa degli esami del sangue che eseguo in surgery pochi giorni dopo. Qui vado incontro alla mia prima sorpresa: in UK se ti prescrivono degli esami del sangue non eseguono i valori di routine come in Italia ma indagano solo quei 2-3 valori che servono per escludere un sospetto. Al contrario esistono esami del sangue per valori relativi a uno specifico organo o funzione corporea, scordatevi quindi esami con VES, PCR, Azotemia, Glicemia come per controllo di routine. Consapevole che avrei visto il GP solo dopo 8 giorni faccio una sortita al pronto soccorso per ottenere un’ecografia, senza aggravare la situazione ad arte, come mi avevano consigliato, quindi vengo visitato dopo 2 ore dal medico di turno che svolge un esame obiettivo e spara la prima cavolata che gli viene in mente, persino io sapevo che quello che aveva detto era palesemente falso, come confermatomi anche poi da mio zio che è un medico. Il tutto si chiude con un “speriamo che passi e prendi del paracetamolo”.

A proposito, qui se chiami per ottenere assistenza medica o se vai dal medico quello che ti diranno non cambia mai anche se lamenterai i sintomi più svariati: ti diranno di prendere del paracetamolo. Non importa se stai avendo un Ictus o se hai la psoriasi. Mi convinco quindi a pagare di tasca mia per avere un’ecografia privata e con mio sommo stupore scopro che anche volendo pagare per un esame del genere occorre una reference scritta di un medico privato o del GP. Questo significa che se avete un amico che è medico specialista ok, ve la cavate con 150£ circa, se non conoscete nessuno restate coi vostri dubbi. Il mio problema si evolve, il Gp finalmente mi riceve per discutere delle analisi e ne approfitto per presentargli dei nuovi sintomi che richiederebbero – almeno in Italia – un’ecografia e una visita dall’otorino.

Il medico decide di non prescrivermi l’ecografia perché non troverebbe niente, valuta una determinata condizione che presentavo solo in base all’esame obiettivo (in Italia questo è un aspetto preliminare per la diagnosi, qui in UK invece è tutto ciò cui si riduce la visita) e bolla un altro mio sintomo come psicosomatico, di fatto trattando tutti gli aspetti della mia problematica come fossero separati. Mi manda infine a casa dicendo che certe cose semplicemente non possiamo spiegarle (!!! ok questo può essere vero ma riguarda sintomi quasi mai specifici e solo dopo che ti sei accertato che non ci sono apparenti patologie sottostanti) e che devo vedere se passa nelle prossime settimane. Pare che i medici giochino al lancio della monetina: a naso valutano se il problema è serio o meno, sperando di avere ragione.
In molti casi è così: cioè il problema spesso passa anche se a costo di forte discomfort del paziente, che in certi casi può durare anche settimane. Sanità a LondraIn quel caso risparmiano molti soldi in analisi e medicinali, al contrario se hanno torto e il problema si rivela serio spendono molti soldi per curarlo ma nel computo generale evidentemente sono più quelli che risparmiano nell’astenersi da intervenire in problemi non gravi che quelli che spendono intervenendo tardivamente in cose gravi. Non ho ancora capito fino a che punto rischiano ritorsioni legali (un grave problema diagnosticato con ritardo dopo essere stato sottovalutato potrebbe essere passibile di denuncia almeno in Italia) ma credo che se continuino a comportarsi così a loro convenga. Morale della favola i miei problemi non passano e sono costretto a prenotare un aereo per l’Italia, consapevole che questa è la realtà di questo paese. Data la mia propensione ad avere spesso sintomi e patologie strane e a preoccuparmi, farei una vita veramente grama, votata al “è meglio se non mi ammalo”, ragionamento che mi sembra plausibile in certi paesi dell’Africa Centrale, non nello stato più ricco e avanzato d’Europa. Appendice:

Non ho avuto per fortuna bisogno di un’ambulanza ma anche questa evenienza è soggetta a resoconti differenti: per qualcuno intervengono solo in caso di perdita di sensi, sanguinamento, serie difficoltà nella respirazione, mentre per altri molte volte l’ambulanza interviene anche in casi più banali. Anche qui spero di non aver mai bisogno di fare la prova.

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