In seguito alle dichiarazioni del ministrodell’interno Theresa May sul Sunday Times scoppia il panico e l’allarmismo prende piede specialmente sui Social Network dove ogni leone da tastiera dice la sua spesso e volentieri fuorviando i sogni e le aspettative dei più giovani.

Cosa dobbiamo aspettarci quindi nei prossimi mesi?

Londra  chiude le frontiere.

Impazza il Web ed il panico dilaga tra i giovani che pianificano una vita Oltremanica.

Gli esperti di politica economica ridono leggendo quanto negli ultimi giorni si sta pubblicando sul Web, soprattutto su blog e siti acchiappa visualizzazioni. 

Il populismo ed il gridar a squarcia gola che la fine è vicina non basta però a far si che uno stato della Comunità Europea esca dall’Unione o che un ministro dell’interno prenda delle decisioni sovranazionali.

Il Ministro Theresa May ha volontariamente alzato una provocazione facendo leva proprio sulla sensibilità del web per attirare l’attenzione della Comunità Europea sulla questione immigrazione.

“Uno schiaffo più teorico che pratico ai pilastri di Schengen” sostiene il Prof. Tommaso Frattini, professore di Economica Politica alla Statale di Milano.

Ovviamente tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare…o in questo caso, un universo intero.

“Londra chiude le frontiere?”
“Non c’è assolutamente nulla di cui preoccuparsi” – dicono gli esperti.

L’economia britannica ha bisogno degli stranieri

Londra chiude le frontiereBasta informarsi un poco e non lasciarsi travolgere dall’allarmismo dei siti web acchiappa visualizzazioni.

Come spiega il giornalista Alberto Magnani del IlSole24Ore:

Lo dicono i numeri, a cominciare dalla contabilità nazionale: dal 2001 al 2011 i migranti Ue hanno versato nelle casse dell’erario britannico un contributo netto di 20 miliardi di sterline.
Una cifra che sorpassa i benefit ricevuti dal welfare, se si considera che lungo lo stesso periodo i lavoratori internazionali hanno “goduto” del 43% in meno di possibilità di accedere a qualsiasi forma di agevolazione. Senza contare il ricambio di professionisti ad alto tasso di qualifiche in arrivo da oltre i confini dell’Euro-zona e il loro impatto su un sistema che conserva un’attrattiva maggiore di quello tedesco e francese.

Più qualificati e più giovani

Dalla ricerca di Frattini e Dustmann è emerso infatti che i “migranti” in arrivo dall’altra sponda della Manica sono in media più istruiti (laureati in oltre il 60% dei casi se provengono dall’Europa occidentale e meridionale e nel 25% se arrivano dall’Est, contro una media del 24% tra i britannici) e più giovani: l’età media oscilla tra i 26 e i 27 anni, contro i 41 registrati nella forza lavoro della popolazione locale.

Concludendo

Non dovete aver paura di nulla. Londra chiude le frontiere solo nei sogni degli antieuropeisti.

Aggiungerei che il non credere in un’Europa Unita sia allo stato attuale un atteggiamento anacronistico che non trova ne capo ne coda.

Ricordatevi che Londra è anche casa vostra, così come Parigi, Madrid, Atene, Napoli e via dicendo. Gli Italiani non sono stranieri ma cittadini europei.
Non fatevi ingannare dalla distanza linguistica. In passato era il Latino, oggi è l’inglese.
“Ma tutto quello che è nei confini dell’impero è sempre considerato ROMA” – [cit.] ossia casa nostra.
🙂
Voi cosa ne pensate?

6 Comments

  • Alessio
    3 anni ago

    Spero tanto che l’Inghilterra chiuda le frontiere e che ci sia piu’ controllo della mxxxa che entra in questo paese. Vota UKIP!

    • Antonio Esposito
      3 anni ago

      Ho dovuto necessariamente censurare le parolacce in quanto non ritengo siano consone su una piattaforma del genere. Ad ogni modo credo che quello che tu abbia detto sia alquanto ridicolo oltre che ripugnante.
      Ti ricordo che sei un’italiano e che alla base del tuo razzismo c’è semplicemente il fatto che partendo da una base di forte ignoranza, un tempo eri dalla parte dell’emigrato ed ora, siccome ti sei (almeno spero per te) integrato, cerchi disperatamente di stare dalla parte di quello che secondo la tua visione è il più forte. Peccato che la realtà sia ben diversa. E’ solo mancanza di coccole direi 🙂

    • Vincent Prisco
      3 anni ago

      Non riesco a capire questo tuo attacco alla chiusura delle frontiere e, alle persone che entrano a Londra per un futuro migliore.
      Il mondo è bello perchè vario puoi non condividerlo ma devi accettarlo.

  • Daniele
    3 anni ago

    Ma i diplomati come sono trattati a Londra? perchè sento sempre dei laureati, chi va a Londra solo con un semplice diploma rischia di finire al massimo come cameriere?

    • Vincent Prisco
      3 anni ago

      Guarda penso che dipenda dalle capacità e potenzialità di una persona. Londra dà molte possibilità e soprattutto è una città meritocratica poi dipende tutto da quello che cerchi e dalle tue ambizioni.

    • Antonio Esposito
      3 anni ago

      La maggior parte delle persone che ho conosciuto non erano laureate ed hanno fatto ugualmente carriera. Ovviamente dipende molto da come lavori e da come ti vendi. A Londra le aziende, se trovano qualcuno che abbia davvero voglia di lavorare, si prendono carico della formazione costante del dipendente. Le politiche di Life Long Learning dovrebbero essere applicate anche in Italia ma ovviamente il discorso cambia lasciando un divario abissale tra il Regno Unito ed il “Bel Paese”.
      Personalmente quando arrivai in UK ero un semplice diplomato in ragioneria….poi con molto sacrificio, ho studiato (spesso anche di notte) e mi sono anche laureato.
      Non devi comunque a tutti i costi laurearti. Una volta che hai trovato il lavoro che ti interessa, puoi seguire corsi abilitanti che ti permettano di fare carriera…
      Certo è che in UK esiste la meritocrazia. Quindi più ti impegni, più vieni ripagato sia in termini economici che in soddisfazione.

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