Londra te lo insegna un mestiere?

Qualche giorno fa mi é arrivato un messaggio da un ragazzo che segue i video di Nocciolino24 su youtube.

 

Tra le varie domande che mi ha fatto, una mi ha colpito particolarmente:

Londra te lo insegna un mestiere?

In questo articolo risponderò a questa ed altre domande, sperando di fare più chiarezza sulla questione.

Londra offre immense possibilità di carriera ed é un ottimo trampolino di lancio per molti professionisti. Quello che molti sottovalutano però é  il come si arriva a determinati livelli credendo che la scalata al successo sia facile, talvolta dovuta e comunque accessibile a tutti.

Londra te lo insegna un mestiere?

Londra te lo insegna un mestiere?

Si, Londra te lo insegna un mestiere, ma non é tutto.

Spesso le persone che emigrano, specialmente di questi tempi, arrivano qui a Londra con un’ingiustificata arroganza. La classica spavalderia italiana che da il meglio di se appena si superano i confini nostrani.

Questa tipologia di persone non solo difficilmente troverà un lavoro a Londra, ma avrà anche estreme difficoltà nel crescere professionalmente.

La parola d’ordine quindi é: UMILTÀ 

Quando sono arrivato a Londra anche io, proprio come te, ero alla ricerca di una mia dimensione professionale. Venivo da un passato di esperienze lavorative che difficilmente avrei potuto sfruttare oltremanica vista la mia scarsa conoscenza della lingua inglese.

In pratica ero come un libro pieno di pagine bianche tutte da scrivere.

Con grande umiltà, spirito di sacrificio e tantissima voglia di lavorare, ho incominciato a cercare lavoro nella ristorazione credendo fosse un settore in cui c’é sempre richiesta.

Non avevo mai lavorato in un ristorante ne avevo mai cucinato in maniera professionale. Mi sono buttato quindi a capofitto sul primo lavoro offertomi: lavapiatti.

Un’esperienza durata solo 1 mese e mezzo che però mi ha aperto gli occhi in qualche modo, solo che all’epoca non lo sapevo ancora.

Dopo giusto un mese da lavapiatti, mi é stato chiesto di aiutare lo chef in piccoli lavoretti con il cibo.

Mica una cosa da poco per chi non aveva mai messo piede in una cucina di un ristorante.

Facevo i panini, dissossavo il pollo, preparavo le frittate e tante altre piccole e semplici cose. Questo piccolo passo avanti di carriera ha avuto anche effetti sulla paga. Niente di stratosferico, ma un aumento fa sempre piacere riceverlo.

Questo é per dire che é bastato solo 1 mese di duro lavoro per avere già una prima gratificazione.

Probabilmente se fossi rimasto in quell’azienda ora sarei un Head Chef ma decisi di cambiare lavoro.

Se stai comunque cercando un aiuto per la ricerca di un lavoro a Londra, prova a dare uno sguardo alla pagina di questo sito che si chiama appunto Servizio ricerca lavoro. Magari fosse esistito quando sono arrivato io a Londra!

Pret a Manger

Londra te lo insegna un mestiere?

Quando fui assunto da questa azienda, fui inquadrato come Team Member. Dopo qualche mese diventai Barista saltando un paio di livelli professionali che un sacco di miei colleghi sono stati costretti a fare.
Ricordo che la Barista, una signora sulla quarantina di nome Angela, proprio non ce la faceva più. Il carico di lavoro e lo stress che le procurava la sua posizione, la portò a prendere in considerazione  le dimissioni.

Accorgendomi di questo suo disagio, ed approfittando del fatto che parlasse italiano, le ho chiesto se poteva insegnarmi il suo mestiere. Talvolta sembra un lavoro facile quello del barista, ma ti assicuro che non lo è affatto.

Quindi, tra un turno ed un altro, durante le pause pranzo, mi sono fatto spiegare per filo e per segno tutti i suoi trucchetti per ottimizzare il tempo durante il lavoro.

Col senno di poi, posso garantirti che questa cosa mi ha aiutato moltissimo.

Londra te lo insegna un mestiere solo se riesci a far tesoro dell’esperienza di chi prima di te ci è passato.

Quando Angela ha deciso di lasciare il lavoro, nella mia sede ero l’unico che sapeva esattamente come sostituirla.

Il manager quindi, non ha avuto scelta e mi ha promosso come Barista in training (anche qui con relativo aumento di stipendio).

Dopo qualche anno di durissimo lavoro poi sono diventato Manager on duty ed avevo in carico un Team di 35 persone e con un fatturato medio da gestire di 25.000£ al giorno.

 

Se dovessi tornare in Italia dopo tre o quattro anni a Londra, la prendono in considerazione l’esperienza inglese?

Sicuramente dopo 4 anni trascorsi a Londra, conoscerai la lingua inglese abbastanza bene. In questo modo avrai la possibilità di candidarti non solo per posizioni lavorative in Italia ma anche in tutto il resto del mondo.

Non viviamo più negli anni 90 dove chi conosce bene l’inglese è considerato un genio. Ormai la conoscenza della lingua è la base di tutto.

L’ho sempre vista come quando nell’antica Roma si parlava il latino. Chi non sapeva comunicare in questa lingua, era tagliato fuori da ogni settore. Ecco, considera l’inglese come il latino.

Ora come ora é indispensabile.

Anche se l’Italia non è ancora fortemente multiculturale come il Regno Unito, necessita comunque di persone capaci di parlare in più lingue. Vedi il turismo che aumenta, vedi i team di lavoro che hanno sempre più risorse provenienti da diverse parti del mondo e così via.

Io da piccolo imprenditore, posso garantirti che difficilmente valuterei un curriculum appetibile se il candidato non conoscesse almeno una seconda lingua alla perfezione.

Londra te lo insegna un mestiere?

Una cosa che poche persone considerano.

Purtroppo siamo cresciuti con la favoletta, raccontata dai nostri genitori, che un giorno avremo il posto fisso.

La favola del posto fisso, magari statale o comunque dipendente mi ha fatto, nel tempo, sempre più sbellicare dalle risate.

I temi sono cambiati!

In passato i nostri genitori speravano nel posto statale (quello sicuro per intenderci) perché qualsiasi cosa tu facessi, nessuno ti avrebbe mai licenziato.
Ma come ti dicevo i tempi sono maledettamente cambiati.
Non esistono più queste dinamiche ed i posti fissi sono occupati da personaggi di dubbia provenienza professionale e culturale che non aspettano nient’altro che il pensionamento (se ci arrivano, poverini). Quando poi loro saranno andati in pensione magari spenderanno la loro liquidazione per far entrare nello stesso ente (in modalità sicuramente poco lecite) i loro figli bomboccioni.
Insomma una storia trita e ritrita.

Qual è l’alternativa?

Il posto di lavoro dipendente, molti diranno. Ma non tutti siamo uguali ne funzioniamo tutti nello stesso modo. Io per esempio, dopo l’esperienza di Pret a Manger mi sono convinto al 100% che il lavoro dipendente non fa per me.

Sono una persona nata libera come il vento ed ho bisogno di esprimere il mio estro. Qualcuno lo capisce, qualcuno lo critica. Dopotutto fa parte del gioco.

Il punto è capire se hai mai preso in considerazione la possibilità di aprire un giorno un’attività tutta tua, qualora i tuoi potenziali datori di lavoro non apprezzino l’esperienza pluriennale trascorsa all’estero.

Ci hai mai pensato?

Credimi, Londra ti da davvero tanto.
Se riesci a domarla, ti renderà fortissimo e pronto a qualsiasi battaglia la vita ti metta davanti.

In bocca al lupo!

Londra te lo insegna un mestiere?

 

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Da molti é anche conosciuto come Nocciolino24 ed è un ragazzo napoletano che gira il mondo in cerca di un futuro migliore. Il suo video diario su YouTube ha aiutato molti aspiranti emigranti.

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