Il 4 dicembre si terranno le votazioni per il referendum costituzionale riguardo la riforma boschi-renzi. Questa è la domanda che molti italiani all’estero si pongono quando nel bel paese vi è una qualche votazione elettorale.

Diritto di voto per gli italiani all’estero

“Io che faccio parte degli italiani all’estero come faccio a votare?”

Vi sono distinte due categorie di italiani all’estero.

  • Chi è residente all’estero. Quindi risulta iscritto all’AIRE (anagrafe degli italiani residenti all’estero) riceverà un plico elettorale. In caso di una mancata ricezione gli italiani all’estero potranno farne richiesta all’ufficio consolare di competenza. Chi tra questi ha intenzione di esprimere il proprio voto sulla riforma avrà tempo fino all’8 ottobre per fare richiesta presso l’ufficio consolare di riferimento. Quest’ultima deve essere presentata con una dichiarazione scritta ove si riportino i dati anagrafici, il comune italiano di iscrizione Aire e la consultazione per la quale si richiede, infine, in allegato, una fotocopia del documento d’identità.voto italiani all'estero
  • Chi, per motivi propri, è all’estero in quella data. In questo caso gli italiani all’estero hanno tempo fino all’8 ottobre per inviare al comune d’iscrizione nelle liste elettorali l’opzione per l’esercizio del voto all’estero corredata dalla copia del documento d’identità. Si raccomanda inoltre l’interessato di comunicare l’indirizzo postale estero a cui deve essere inviato il plico elettorale, l’indicazione d’ubicazione dell’ufficio consolare per il territorio al momento occupato e una dichiarazione in cui si attesta di essere in possesso dei requisiti richiesti (ovvero il motivo del soggiorno all’estero) per votare. La richiesta potrà essere recapitata tramite posta, posta elettronica o semplicemente portata al comune d’iscrizione. Nell’ultimo caso, qualora il soggetto della suddetta richiesta non potesse, quest’ultima potrà essere recapitata anche da altra persona.

Ma di cosa tratta la riforma BOSCHI-RENZI?

Sostanzialmente il referendum costituzionale si suddivide in 4 punti essenziali:

  1. La riduzione dei senatori
  2. L’eliminazione delle province e l’abolizione del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro)
  3. Fine del bicameralismo perfetto
  4. Modifica dei rapporti fra Stato e Regioni
  • Nel primo punto abbiamo un senato che passa dagli attuali 315 senatori ad un massimo di 100  scelti fra sindaci e consiglieri regionali. Di questi: 95 saranno eletti dai consigli regionali e 5 dal Presidente della Repubblica. Altro cambiamento sostanziale è l’abolizione dell’indennizzo a vita che verrà percepito solo dagli ex presidenti della repubblica.italiani all'estero
  • Nel secondo punto non vi è molto da dire. Verrà eliminato il CNEL e verranno abolite le province. Riguardo queste ultime sarà emesso un premio per le regioni che spiccheranno per meriti (per capirci, quelle con i conti in regola).
  • Per il terzo punto abbiamo un cambiamento radicale. Il superamento del bicameralismo perfetto significa che la camera dei deputati avrà un potere maggiore rispetto al senato ed eserciteranno una funzione legislativa solo a tratti paritaria.
  • Riguardo l’ultimo punto vi sarà una revisione sulla suddivisione delle competenze tra Stato e regioni.

 

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