Attentato London Bridge: nuovi risvolti, si scopre anche la seconda vittima

Indice

  1. La conferenza
  2. La revisione legislativa

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Arrivano nuovi risvolti sull’attentato di Venerdì scorso sul London Brigde. Quel giorno il terrorista Usman Khan ha aggredito alcuni passanti con un coltello causando la morte di 2 persone, oltre a numerosi feriti. L’Isis ha rivendicato l’attacco, il modus operandi è sempre quello, i lupi solitari sono ancora fra di noi.

Ora è stato rivelato il nome della seconda vittima, si tratta di Saskia Jones. La giovane aveva 28 anni ed era un ex-studentessa del prestigioso college di Cambridge, proprio come l’altra vittima dell’attentato ovvero Jack Merritt. La prima vittima era un giovane ricercatore. A rimanere feriti sono stati poi alcuni membri dello staff della nota Università.

Vi spieghiamo noi il collegamento tra il college e l’attentato.

Il fatto

La conferenza

Nei pressi della zona dell’attentato c’è la Fishmongers’ Hall. Poco prima dell’attentato, nell’edificio si è tenuto l’evento “Learning Togheter”. In pratica è un progetto organizzato dall’ateneo di Cambridge utile a valorizzare il recupero dei detenuti. Alla conferenza erano presenti il ricercatore, la giovane ex-studentessa e vari docenti, educatori ed altri ex-studenti.

A questo evento erano presenti anche alcuni ex-detenuti, tra questi c’era proprio Usman Khan. Finita la conferenza, sappiamo tutti com’è andata. Il terrorista radicalizzato, Khan, ha aggredito i passanti sul London Bridge con un coltello prima di essere ucciso dalla Polizia. Il rettore di Cambridge, Stephen J Toope, ha informato che alcuni membri dello staff dell’Università sono rimasti feriti durante l’attacco.

La polizia in azione sul London Bridge
Boris Johnson al lavoro

La revisione legislativa

Una revisione legislativa è quindi d’obbligo. Da menzionare anche la posizione di Khan prima dell’attentato. Il terrorista era già stato condannato a 16 anni di carcere per reati legati al terrorismo, ma si trovava in libertà vigilata. Ecco cosa significa concedere questi benefici a persone potenzialmente pericolose. Se Khan sarebbe stato rinchiuso in un carcere (magari a vita), tutto questo non sarebbe successo.

Boris Johnson, che sabato si è recato sul luogo dell’attentato, ha dichiarato che da quel momento in poi tutti i soggetti pericolosi verranno condannati al massimo della pena. Oltre alla vera e propria “certezza della pena”, cosa che non era avvenuta con Khan.

E questa è una promessa.

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