Londra chiude le frontiere.
In seguito alle dichiarazioni del ministro dell’interno Theresa May sul Sunday Times scoppia il panico e l’allarmismo prende piede specialmente sui Social Network dove ogni leone da tastiera dice la sua spesso e volentieri fuorviando i sogni e le aspettative dei più giovani.
Cosa dobbiamo aspettarci quindi nei prossimi mesi?
Impazza il Web ed il panico dilaga tra i giovani che pianificano una vita Oltremanica.
Gli esperti di politica economica ridono leggendo quanto negli ultimi giorni si sta pubblicando sul Web, soprattutto su blog e siti acchiappa visualizzazioni.
Il populismo ed il gridar a squarcia gola che la fine è vicina non basta però a far si che uno stato della Comunità Europea esca dall’Unione o che un ministro dell’interno prenda delle decisioni sovranazionali.
Il Ministro Theresa May ha volontariamente alzato una provocazione facendo leva proprio sulla sensibilità del web per attirare l’attenzione della Comunità Europea sulla questione immigrazione.
Ovviamente tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare…o in questo caso, un universo intero.
“Londra chiude le frontiere?”
“Non c’è assolutamente nulla di cui preoccuparsi” - dicono gli esperti.
L’economia britannica ha bisogno degli stranieri
Basta informarsi un poco e non lasciarsi travolgere dall’allarmismo dei siti web acchiappa visualizzazioni.
Come spiega il giornalista Alberto Magnani del IlSole24Ore:
Lo dicono i numeri, a cominciare dalla contabilità nazionale: dal 2001 al 2011 i migranti Ue hanno versato nelle casse dell’erario britannico un contributo netto di 20 miliardi di sterline.Una cifra che sorpassa i benefit ricevuti dal welfare, se si considera che lungo lo stesso periodo i lavoratori internazionali hanno “goduto” del 43% in meno di possibilità di accedere a qualsiasi forma di agevolazione. Senza contare il ricambio di professionisti ad alto tasso di qualifiche in arrivo da oltre i confini dell’Euro-zona e il loro impatto su un sistema che conserva un’attrattiva maggiore di quello tedesco e francese.
Più qualificati e più giovani
Dalla ricerca di Frattini e Dustmann è emerso infatti che i “migranti” in arrivo dall’altra sponda della Manica sono in media più istruiti (laureati in oltre il 60% dei casi se provengono dall’Europa occidentale e meridionale e nel 25% se arrivano dall’Est, contro una media del 24% tra i britannici) e più giovani: l’età media oscilla tra i 26 e i 27 anni, contro i 41 registrati nella forza lavoro della popolazione locale.
concludendo
Non dovete aver paura di nulla. Londra chiude le frontiere solo nei sogni degli antieuropeisti.
Aggiungerei che il non credere in un’Europa Unita sia allo stato attuale un atteggiamento anacronistico che non trova ne capo ne coda.
Ricordatevi che Londra è anche casa vostra, così come Parigi, Madrid, Atene, Napoli e via dicendo. Gli Italiani non sono stranieri ma cittadini europei.
Non fatevi ingannare dalla distanza linguistica. In passato era il Latino, oggi è l’inglese.
“Ma tutto quello che è nei confini dell’impero è sempre considerato ROMA” - [cit.] ossia casa nostra.
Voi cosa ne pensate?
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